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Flavio R.G. Mela

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Folklore. 1° Maggio. Pellegrinaggio di San Filippo Apostolo ad Aidone

Il pellegrinaggio alla chiesa di San Filippo di Aidone si svolge attualmente il primo Maggio di ogni anno, durante il quale diversi pellegrini piazzesi partono dalla zona della chiesa di San Giacomo verso nord alla volta di Aidone. Fatto inusuale nell’epoca della tecnologia è che parecchi giovani decidono di fare questo viaggio, alcuni certo a mo di scampagnata, ma altri con devozione e profondo senso del sacro, proponendosi persino di condurre il pellegrinaggio a piedi scalzi.
La data del primo Maggio ha una sua origine da un fatto di guerra. Ovvero, il 6 Settembre del 394, presso Aquileia, due eserciti si confrontavano pronti a guerreggiare tra di loro. Da una parte era Eugenio, il rètore, restauratore del paganesimo. Dall’altra era Teodosio con l’esercito cristiano. Dopo numerose sconfitte, Teodosio, secondo il racconto del sacerdote L. Milazzo, implorò l’aiuto di Dio. Sorpreso dal sonno dunque, ebbe una visione. Gli comparvero gli Apostoli Filippo e Giovanni, vestiti di bianco, che gli assicuravano la vittoria. La battaglia successiva fu aspra e accanita, ma la protezione del cielo fu evidente. La battaglia fu vinta e Eugenio sconfitto e con lui anche il paganesimo che sollecitava. A seguito di questi fatti, Arcadio, figlio di Teodosio, fece trasportare le reliquie dell’apostolo presso Costantinopoli da cui furono prelevate nel sesto secolo dal Pontefice Giovanni III e condotte, insieme alle reliquie di Giacomo Minore, presso la nuova basilica a Roma. E siccome, secondo la tradizione, le sacre spoglie furono condotte nella nuova sede proprio durante il primo Maggio, restò questo stesso giorno consacrato ai due santi. Anche la chiesa di Santa Maria Lo Plano di Aidone vanta la presenza delle due statue con annesse reliquie sia di San Filippo sia di San Giacomo, cosa che farebbe sospettare un legame con la chiesetta di San Giacomo di Piazza Armerina in un tempo in cui il pellegrinaggio per Santiago di Compostela era vivo e frequentato. Tuttavia, e probabilmente, fu San Filippo a prevalere nella tradizione popolare per la sua capacità taumaturgica nel guarire gli infermi e i malati cronici e mentali. I numerosi fedeli, provenienti soprattutto dalle altre città, in particolar modo dai Comuni dei Lombardi come San Fratello, Enna, Nicosia, Troina, Sperlinga, Gagliano, Cesarò, Capizzi, Assoro, Piazza Armerina, Agira, accorrono in vario modo: alcuni arrivano scalzi donando al Santo parti del corpo umano in cera per sciogliere il proprio voto, altri arrivano trascinando grosse catene per fare ammenda delle loro colpe o per ringraziare dei favori ricevuti attraverso fiori e fave. Secondo l'usanza si presentano davanti alla statua con un cero acceso. Si narra che l'apostolo scacci con il suo bastone chi richieda insistentemente una grazia senza fede. Un santo caro e disponibile verso i forestieri tanto che la tradizione impone che il santo venga uscito dalla chiesa, prima della processione, di spalle proprio per evitare che questi lasci la città in direzione di Piazza Armerina (E’ anche diceria che San Filippo di Aidone apparteneva alla città di Piazza Armerina mentre quella di San Filippo d’Agira appartenesse ad Aidone. Da qui, il volere dei due santi di partire per le città di appartenenza, tanto che il San Filippo d’Agira, vien voltato di spalle una volta raggiunta la strada che conduce ad Aidone).
Ma il culto di San Filippo può essere anche associato alla volontà di una società agricola e contadina come quella del centro Sicilia che cerca il favore divino per i raccolti e le terre. E a confermare ciò ecco che la statua del santo ed una sua reliquia vengono trasportati fuori città, in una pianura, anche l'ultima domenica del mese per far si che il Santo benedica le piantagioni e renda cospicui i raccolti e si racconta che l'ultima pioggia di primavera scende su Aidone, come un segno di benedizione da parte di San Filippo Apostolo.
Il culto per San Filippo u niuru, detto così a causa del colore dell’ebano usato per la statua del 1801, ebbe inizio nel 1633 e il 19 maggio 1640 venne rilasciato il Privilegio dal Vescovo di Catania.
A seguito un documento filmico sul pellegrinaggio, tracce del sentiero che i fedeli percorrono tra natura e storia e sentite emozioni. Buona visione con il Veltro Reporter.
Flavio Mela






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